Report Confartigianato, così la guerra affossa l’economia umbra | L’appello alla politica
L’emergenza legata alla guerra in Medio Oriente non riguarda soltanto i rincari dei prodotti energetici e, a cascata, di tutti gli altri. Per l’Umbria, evidenzia Confartigianato, occorre scongiurare una metamorfosi negativa del sistema produttivo regionale. Il 37° Report congiunturale di Confartigianato, presentato in queste ore, fotografa infatti per l’Umbria un quadro di difficoltà dove lo shock energetico e l’instabilità del Golfo stanno scardinando le basi delle PMI locali.
Mentre il 2025 si era chiuso con segnali di stabilizzazione, l’inizio del 2026 ha invertito brutalmente la rotta. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato, a marzo 2026 l’impatto è stato devastante: l’energia è aumentata del +41,6% su base annua, con il prezzo del gas schizzato del 48% e quello del gasolio arrivato a 2,2 euro al litro.
Sul fronte delle costruzioni, il grido d’allarme è unanime. Pierangelo Lanini, presidente Edilizia – ANAEPA Confartigianato Umbria, sottolinea come il comparto sia oggi vittima di un paradosso contrattuale: “Le nostre imprese stanno operando su cantieri i cui contratti sono stati chiusi alla fine del 2025, basandosi su prezziari oggi completamente superati dalla realtà”.
“Con il bitume aumentato del 120%, l’acciaio al +28%, il PVC del 33%, il calcestruzzo del 30% e il gasolio per autotrazione del 24% al momento – evidenzia – lavorare ai prezzi 2025 significa produrre in perdita. Senza un aggiornamento straordinario dei prezziari regionali e clausole di salvaguardia, non solo i cantieri del PNRR e della ricostruzione, ma l’intero settore degli appalti pubblici va incontro al rischio di blocco. Senza contare che, in ogni caso, gli eccezionali ritardi nei rifornimenti che si stanno verificando in questi giorni nel settore, rischiano comunque di far mancare tutte le scadenze di consegna dei lavori con i connessi rischi di penale: così obiettivamente non si può lavorare”.
Non meno drammatica è la situazione denunciata da Stefano Boco, presidente per il settore Trasporti Merci conto Terzi di Confartigianato Umbria: “Siamo di fronte a una crisi di sopravvivenza che riguarda tutto il sistema dei trasporti», afferma Boco. «Il costo del carburante non è più assorbibile dai margini, le misure finora adottate come il taglio delle accise appaiono tempestive, ma del tutto insufficienti rispetto alla gravità della situazione”.
Mauro Franceschini presidente di Confartigianato Umbria, aggiunge: “Le PMI del settore del trasporto persone, che in Umbria affrontano la grave situazione del mancato rinnovo degli appalti pubblici TPL, si trovano ora in estrema difficoltà anche sul mercato dei privati. Se il Governo non equiparerà immediatamente il trasporto persone al trasporto merci nelle agevolazioni sui carburanti, la mobilità regionale subirà tagli drastici”.
“Una situazione drammatica e inaspettata sta generando inflazione e stagnazione – continua Franceschini -. L’Umbria non può attendere senza una strategia precisa: l’inflazione per il 2026 è già stimata al 6,2%, serve un piano immediato di produzione energetica che dia una concreta via d’uscita alle PMI umbre che altrimenti sarebbero travolte dalla crisi. Facciamo appello alla Regione e ai parlamentari italiani ed europei eletti in Umbria per un intervento immediato sul Governo nazionale”.