Skip to main content

Arrestato per terrorismo, l’indagine che spaventa il mondo della scuola

Proseguono le indagini sulla rete che attraverso il canale Telegram e altre piattaforme online veicolava idee riconducibili all’estremismo suprematisma e neonazista. Rete alla quale apparteneva il minorenne abruzzese, residente a Umbertide dove aveva raggiunto la madre, che aveva annunciato in chat un piano per compiere “una strage” nella sua ex scuola di Pescara.

Nell’abitazione del ragazzo e nei suoi dispositivi elettronici gli inquirenti hanno trovato anche manuali con istruzioni dettagliate su come costruire ordigni e armi, anche chimiche. E pure istruzioni per compiere atti di sabotaggio.

Materiale che, attraverso le chat del gruppo Telegram, veniva prospettato utile per compiere azioni criminali, compresa la strage compiuta nela scuola Columbine nel 1999.

Complessivamente risultano indagati, insieme al ragazzo residente a Umbertide, atri 7 giovanissimi, sottoposti a perquisizioni domiciliari e informatiche, tra Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Abruzzo.

Il giovane – trasferito in un istituto penale minorile – è indagato dalla Procura minorile di L’Aquila per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Un’indagine che sconvolge il mondo scolastico, già segnato da gravissimi episodi di violenza. Spesso alimentati o documentati attraverso i canali social. Aspetto che ha portato il ministro Valditara ad annunciare l’intenzione del Governo di prevedere il divieto all’uso dei social per gli under 15.