Dolci di Pasqua, ecco le 671 imprese umbre a difesa della tradizione
La Pasqua in Umbria non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma rappresenta un vero e proprio motore economico fondato sulla tradizione e sulla qualità artigiana. Sono 671 le imprese artigiane del settore dolciario attive nella regione, secondo l’ultima elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato.
Un dato che conferma la vocazione dell’Umbria come terra del “fatto a mano”: l’80,3% delle pasticcerie è artigiana, una quota che testimonia il forte radicamento della cultura dolciaria tradizionale nel territorio.
La geografia del dolce: Perugia e Terni a confronto
Il comparto si distribuisce in modo capillare su tutto il territorio regionale, con dinamiche che riflettono la popolazione ma valorizzano la qualità diffusa:
• Perugia guida la classifica con 499 imprese artigiane tra pasticcerie e cioccolaterie, in linea con il peso demografico della provincia.
• Terni, con 172 laboratori artigiani, dimostra una straordinaria capacità di tenuta e una densità di eccellenza particolarmente significativa.
Nonostante le dimensioni più contenute, il territorio ternano garantisce infatti una presenza diffusa di attività di qualità, rappresentando un presidio del gusto in ogni area della provincia.
Un patrimonio nazionale declinato localmente
Le imprese umbre si inseriscono in un contesto nazionale di grande valore: l’Italia conta 1.699 prodotti dolciari tradizionali e oltre 154.551 addetti nel settore.
In Umbria, questa ricchezza si traduce in produzioni iconiche come:
• la Ciaramicola
• le pizze di Pasqua (dolci e al formaggio)
• le uova artigianali decorate
Un patrimonio che si distingue per freschezza, selezione delle materie prime e cura delle lavorazioni, lontano dalle logiche della produzione industriale.
Qualità e territorio: la scelta dei consumatori
“Otto pasticcerie su dieci in Umbria sono artigiane – sottolinea Confartigianato – un dato che evidenzia una scelta precisa dei consumatori verso qualità e tradizione.
Il risultato della provincia di Terni è particolarmente rilevante: dimostra che anche nei territori con minore densità abitativa, il cittadino continua a cercare il prodotto del maestro pasticcere locale. Scegliere artigiano a Pasqua significa sostenere l’economia di prossimità e portare in tavola un pezzo della nostra storia”.
Una scelta ancora più significativa in un contesto segnato dall’aumento dei costi delle materie prime, che mette alla prova la sostenibilità dei laboratori artigiani ma non ne scalfisce la qualità.
In sintesi: i numeri dell’Umbria del gusto
• 671 imprese artigiane del settore dolciario in Umbria
• 80,3%: incidenza dell’artigianato sul totale regionale
• 499 imprese in provincia di Perugia
• 172 imprese in provincia di Terni
• 154.551 addetti nel settore a livello nazionale
(foto generica di archivio)