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In Umbria oltre 17mila case in vendita

In Umbria ci sono 17.500 case in vendita. Il 3,6% di quelle presenti in tutta la regione aggiunte al mercato durante la prima settimana dell’anno, secondo un’analisi di eXp Italy. 

Mentre il patrimonio immobiliare complessivo rimane concentrato in una manciata dei più grandi mercati regionali italiani, l’attività di quotazione di inizio anno fornisce una chiara visione di dove la fiducia dei venditori e lo slancio del mercato si stanno rafforzando più rapidamente all’inizio del nuovo anno.

eXp Italy ha analizzato il volume totale delle case attualmente in vendita sul mercato nazionale, insieme agli immobili appena inseriti in vendita durante la prima settimana del 2026, per identificare sia dove si concentra maggiormente l’offerta di alloggi sia quali regioni hanno registrato l’attività più intensa all’inizio dell’anno.

L’analisi mostra che attualmente ci sono 769.588 case in vendita in tutta Italia. La Lombardia rappresenta la quota maggiore del patrimonio immobiliare nazionale, seguita dalla Toscana e dal Lazio, sottolineando la continua importanza delle principali regioni economiche e di stile di vita italiane per quanto riguarda l’offerta complessiva di alloggi.

Tuttavia, se si guarda a dove l’attività dei venditori è stata più intensa finora nel 2026, emerge un quadro diverso. La Basilicata è in testa, con il 5,2% di tutte le case attualmente in vendita nella regione aggiunte al mercato durante la prima settimana dell’anno, rendendola la regione italiana più attiva all’inizio del 2026.

Segue la Campania, dove il 4,2% degli annunci attuali è stato aggiunto nella prima settimana dell’anno, mentre anche il Lazio ha registrato un forte slancio iniziale, con il 4,0% delle case immesse sul mercato dall’inizio di gennaio.

Anche Sardegna (3,8%), Calabria (3,7%) e Marche (3,6%) hanno registrato un notevole afflusso di nuovi annunci, segnalando un forte ritorno dell’attività dei venditori in diverse parti del Paese.

All’altra estremità della scala, regioni come la Liguria (1,9%) e il Trentino-Alto Adige (1,6%) hanno registrato un inizio d’anno più moderato in termini di nuovi annunci, suggerendo un ritmo più lento di coinvolgimento del mercato all’inizio del 2026 in queste aree.