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AST, i sindacati “scavalcati” bacchettano la Regione e ricordano il loro ruolo

Dopo la seduta del 16 gennaio alla Camera dei Deputati, nel corso della quale il viceministro del MIMIT ha richiamato il ruolo strategico dell’Accordo di Programma firmato l11 giugno 2025 per Acciai Speciali Terni Arvedi, definendolo uno degli assi portanti della politica industriale nazionale, e la presentazione dell’iniziativa promossa dall’Assessorato all’ambiente della Regione Umbria per il monitoraggio della qualità dell’aria, prima applicazione concreta dello stesso Accordo di programma, Fim Cisl Fiom Cgil Uilm Uil e Cgil Cisl Uil di Terni lamentano la “grave carenza informativa e di confronto istituzionale nei confronti delle organizzazioni sindacali e, di conseguenza, dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento di Terni”.

I sindacati ricordano al Governo e alla Regione Umbria che dalla firma dell’Accordo di Programma sono trascorsi sette mesi senza che sia stato attivato il previsto meccanismo di monitoraggio, nonostante nel testo dell’Accordo sia chiaramente scritto che “Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è attivato un tavolo di lavoro per monitorare il rispetto degli impegni e delle tempistiche di cui al presente articolo, con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali e delle competenti amministrazioni centrali e territoriali”.

Un tavolo che, ad oggi, non è mai stato convocato, “privando i lavoratori di un confronto trasparente e strutturato sul futuro industriale, occupazionale e ambientale di AST”.

I sindacati stanno ancora aspettando dalle Istituzioni firmatarie gli allegati dell’Accordo di programma, che sono elementi di sostanza rispetto alla tenuta, sviluppo e realizzazione dell’Accordo stesso. “Ci saremmo aspettati dalla Regione Umbria – scrivono le tre sigle – l’apertura di un confronto preventivo e intermedio, che poteva essere anche sul tema del nichel e della qualità dell’aria. Invece, ancora una volta, si procede per annunci unilaterali, senza alcun coinvolgimento delle parti sociali, tenuto conto anche dell’incontro chiarificatore organizzato in Prefettura lo scorso marzo proprio sui temi ambientali”.

“In questo contesto – è la posizione dei sindacati – riteniamo politicamente e istituzionalmente non corretto alimentare il dibattito pubblico sull’evoluzione dell’Accordo di Programma senza dare attuazione agli strumenti di governance previsti e indispensabili per verificare la reale messa a terra del Piano industriale, con una discussione avviata ma che non decolla in una fase di mercato globale segnata da forte instabilità e incertezza”.

Fim Cisl Fiom Cgil Uilm Uil e Cgil Cisl Uil di Terni ribadiscono con forza che continueranno a esercitare il proprio ruolo di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici di AST diretti, somministrati e dell’indotto “affinché l’Accordo di Programma non resti un contenitore di enunciazioni, ma si traduca in un concreto sviluppo delle produzioni di eccellenza, maggiormente compatibili con l’ambiente, e rappresenti una reale garanzia per i livelli occupazionali, salariali e di sicurezza in un quadro di relazioni istituzionali e industriale partecipate”.