Perugia e Terni, le stime sul Pil umbro 2026
Il prodotto interno lordo (PIl) dell’Umbria aumenterà quest’anno dello 0,66% rispetto all’aumento dello0,49 indicato nel 2025 rispetto al 2024. Sono le previsioni dell’Ufficio studi della Cgia. Rispetto al periodo pre-Covid la variazione in Umbria è stata del +3,17%, tra le peggiori in Italia.
Secondo le previsioni quest’anno l’apporto sarà dato principalmente dalla provincia di Perugia, per la quale si stima un +0,71% (nel 2025 +0,59% rispetto al 2024).
La provincia di Terni dovrebbe segnare un +0,49%. Inferiore al dato nazionale (+0,66%), ma comunque in ripresa rispetto al +0,14% del 2025 nel confronto col 2024. La provincia di Terni è una delle poche che, rispetto al periodo pre-Covid, segna un livello negativo: -0,18%.
In Italia
Il Pil nazionale in termini nominali è previsto superiore ai 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi pari al +2,9% rispetto al dato del 2025. In termini reali, invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi allo 0,7%, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1%), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,6%) e dei consumi della Pubblica Amministrazione (+0,5%), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,7% rispetto al +2,4% dell’anno appena concluso).
Preoccupa però il futuro del Paese: la scadenza per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, prevista per la prossima estate, avrà infatti un impatto rilevante, facendo venire meno una delle leve che hanno consentito un, sia pur lieve, aumento del Pil nazionale.
Se a livello regionale nel 2025 lo sviluppo del nostro Paese è stato trainato principalmente dal Veneto (+0,66% rispetto al 2024), per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna (+0,86% sul 2025). Subito dopo ci sono il Lazio (+0,78%), il Piemonte (+0,74%), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con +0,73%). In coda alla graduatoria ci sono la Sicilia con il +0,28%, la Basilicata con il +0,25% e, maglia nera nazionale, la Calabria
con il +0,24%.
