Skip to main content

Giorno: 6 Maggio 2022

Nuove assunzioni, in Umbria peggio che nel resto d’Italia

Dopo un picco a gennaio e febbraio, il trend di crescita delle assunzioni è sceso drasticamente a +14,6% a marzo, per risalire un po’ (+18%) ad aprile e calare seccamente a +5,9% previsto per maggio.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

L’indebolimento della crescita economica nel primo trimestre e le prospettive sempre più incerte per il secondo trimestre a causa della guerra in Ucraina ed alla conseguente crisi energetica e delle altre materie prime mettono il freno, sia in Italia che in misura ancora maggiore in Umbria, alla programmazione delle assunzioni da parte delle imprese di industria e servizi.

Si continua, rispetto al 2021, a registrare una crescita delle entrate a lavoro previste dalle imprese non agricole (il 2021 era ancora segnato profondamente dagli effetti della pandemia da Covid-19), ma da marzo il tasso di questa crescita si è nettamente ridimensionato, passando per l’Italia dal +47% registrato a febbraio (rispetto allo stesso mese di febbraio 2021) a +14% previsto per maggio, mentre per l’Umbria va peggio, scendendo dal +34,4% di febbraio a +5,9% previsto per maggio.

Insomma, la marcia verso il recupero dei livelli di ingressi al lavoro pre-covid frena bruscamente. Emerge dai nuovi dati del Sistema Informativo Excelsior – curato da Unioncamere-Anpal – relativi alle previsioni di entrate al lavoro nel mese di maggio per quanto riguarda le imprese industriali e dei servizi.

Va ricordato che i dati del Sistema Informativo Excelsior si basano su un ampio e continuo monitoraggio del sistema imprenditoriale: ben 110mila le aziende coinvolte, che esprimono le proprie previsioni sulle chiamate al lavoro che prevedono di effettuare nei mesi successivi.

Il trend di crescita delle assunzioni rallenta fortemente, Umbria fa peggio della media nazionale

In Umbria dopo un picco a gennaio e febbraio (rispettivamente +34% e +34,4% sui rispettivi mesi del 2021), il trend di crescita delle assunzioni è sceso drasticamente a +14,6% a marzo, per risalire un po’ (+18%) ad aprile e calare seccamente a +5,9% previsto per maggio. Un dato quest’ultimo, che è nettamente inferiore a quello, pur non entusiasmante (+14%), della media nazionale.

In Umbria a maggio sono previste dalle imprese 5mila 210 assunzioni (nel trimestre maggio-luglio ne sono previste 17mila 780), contro le 4mila 920 di maggio 2021 (+290). In Italia a maggio 444mila, contro le 389mila 610 di maggio 2021 (+54mila 390).
A maggio 2022, rispetto allo stesso mese 2021, forte calo delle assunzioni previste nell’industria e aumento in quelle dei servizi. Stessi trend per il trimestre maggio-luglio.

In Umbria le assunzioni previste dalle imprese a maggio 2022 scendono a 1.300, rispetto alle 1.950 di maggio 2021 (-650 ingressi al lavoro), pagando un forte dazio alle incertezze determinate dalla guerra in Ucraina. In crescita invece i servizi (3mila 900 assunzioni, +930 su maggio 2021). Per quanto riguarda il trimestre maggio-luglio il calo delle assunzioni nell’industria – sempre rispetto allo stesso trimestre 2021 – si allarga a -1.030, mentre quello dei servizi sale a +3mila 650, trainato soprattutto dalla ripresa della filiera turistica.
Le imprese umbre che prevedono assunzioni sono pari al 12% del totale

Dal report di Excelsior relativo agli ingressi al lavoro a maggio emergono molti altri dati di notevole interesse, come il fatto che nel 21% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 79% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Le assunzioni si concentreranno per il 75% nel settore dei servizi e per il 70% nelle imprese con meno di 50 dipendenti e in 44 casi su 100 le aziende prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.

Il 16% degli ingressi sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (18%), mentre per una quota pari al 32% interesseranno giovani con meno di 30 anni.

Quanto ai laureati, saranno interessati dal 12% delle assunzioni delle imprese umbre, che per una quota pari al 61% delle entrate chiedono esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Infine, le aziende della regione che prevedono assunzioni sono pari al 12% del totale.
“L’impatto delle prospettive incerte, a causa soprattutto della guerra in Ucraina che tra l’altro ha ulteriormente accentuato i maxi rincari delle materie prime che si erano già manifestati – afferma il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – impatta in modo molto significativo sui programmi delle imprese umbre, che tuttavia continuano a mantenere il segno più, rispetto al 2021 che era ancora molto segnato dalla pandemia da Covid, in termini di assunzioni. Il mantenimento del segno più, sebbene in netta frenata nelle sue dimensioni, si deve alla crescita degli ingressi al lavoro nei servizi, trainati dal turismo, che dimostra una ritrovata vitalità. Le imprese industriali, invece, si trovano al momento a dover tirare il freno sugli ingressi al lavoro. Un quadro che rischia di ridurre in modo significativo l’impatto economico – e sociale – espansivo del Pnrr “.

Arvedi vuole accelerare con il piano industriale

L’amministratore delegato di Ast, Mario Caldonazzo vuole attuare il prima possibile il piano che prevede investimenti per un miliardo di euro

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Un primo confronto sul piano industriale dell’Ast di Terni dopo l’acquisizione da parte del gruppo Arvedi si è tenuto a Roma, presso il Ministero della Transizione ecologica. Presenti anche rappresentanti dello dello Sviluppo economico e la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei. L’amministratore delegato di Ast, Mario Caldonazzo, ha espresso la volontà di procedere rapidamente con il piano industriale che prevede complessivamente investimenti per un miliardo di euro, cento milioni dei quali potrebbero essere disponibili “da subito”. Ha quindi auspicato un proficuo confronto con il Governo che permetta di avere “strumenti e tempi certi”. L’ad di Ast ha illustrato in particolare il programma di interventi su ambiente, energia e sociale.
L’incontro – presieduto dal sottosegretario Vannia Cava – è stato aggiornato al 12 maggio per cominciare il lavoro relativo agli strumenti necessari per avviare il piano industriale. Che la presidente Tesei ha definito “straordinario e occasione per tutta l’Umbria”.

Fonderie di Assisi, nessun pericolo per la salute di lavoratori e residenti

Il Tar dell’Umbria ha annullato l’ordinanza del Comune che disponeva l’obbigo a carico dell’azienda di ridurre le emissioni di odori

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso delle Fonderie di Assisi (ex Fonderie e Officine Meccaniche Tacconi Spa) e annullato l’ordinanza che il Comune di Assisi aveva emanato ad agosto 2021 e che disponeva di adottare ulteriori misure per ridurre gli odori denunciati dai cittadini residenti nelle immediate vicinanze dell’impianto.

Il Tribunale amministrativo regionale ha stabilito che l’Ordinanza del Comune di Assisi n. 217 del 27 agosto 2021 è stata assunta senza i presupposti giuridici di pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di degrado ambientale.

Oltre alla mancanza dei presupposti giuridici di emergenza sanitaria o pericolo attuale e imminente per la salute e l’incolumità pubblica, la sentenza del Tar ha evidenziato un’anomalia legata alla proporzionalità, ovvero l’inadeguatezza tra i tempi concessi e la realizzazione degli interventi richiesti che peraltro avrebbe comportato l’adozione di una tecnologia di produzione completamente diversa da quella presente in F.A. spa e, più in generale, dalla totalità delle fonderie esistenti.

“Si tratta per noi di un risultato atteso – ha sottolineato Alvano Bacchi, presidente di F.A Group – poiché l’azienda ha sempre agito e gestito gli aspetti ambientali in piena conformità alla norma ISO 14001 fin dal 2004 e alle disposizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui è dotata”. Nello stabilimento di Santa Maria degli Angeli F.A Group realizza pezzi meccanici, frutto del processo di fusione della ghisa e dell’acciaio, impiegati dalle principali case automobilistiche mondiali.

“La sentenza del Tar – ha aggiunto Bacchi – ha stabilito che l’attività della nostra azienda non pregiudica la salute dei lavoratori né quella dei cittadini. Siamo dispiaciuti che un’azienda del territorio, che si trova già in una situazione delicata tra la gestione del concordato, l’aumento del costo dell’energia e il caro dei materiali e delle materie prime, abbia dovuto fronteggiare anche l’ostilità delle istituzioni locali. Tre anni fa sono stato chiamato a gestire il risanamento di questa azienda vista la grave crisi in cui versava. Un’azienda che, attualmente, tra lavoratori diretti e indotto, occupa oltre 800 persone. Questa realtà dovrebbe essere considerata una ricchezza per il territorio sulla quale investire e che invece da questa vicenda ha subito anche gravi danni sul piano commerciale oltre che su quello dell’immagine.

Tutto quanto accaduto – conclude Bacchi – non fa, tuttavia, venire meno l’impegno dell’azienda a migliorare e limitare ulteriormente le emissioni odorigene, come testimonia anche la partecipazione al progetto “LIFE-2021-SAP-ENV-ENVIRONMENT Circular Economy, resources from Waste, Air, Water, Soil, Noise, Chemicals, Bauhaus”, in fase di valutazione da parte della Comunità Europea, e la collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Perugia sul tema dell’Ecoefficienza produttiva. A breve convocheremo un tavolo istituzionale a cui saranno invitati i rappresentanti della Regione Umbria, del Comune di Assisi e dei Sindacati dei lavoratori per un confronto stabile sul presente e su futuro di una importante realtà economica e industriale nel nostro territorio e a cui, ad oggi, non è pervenuto alcun aiuto nonostante i fondi messi a disposizione dal Pnrr e nonostante le evidenti necessità di un’azienda in concordato”.