Tagli nella vigilanza privata in acciaieria, la protesta dei lavoratori
Sarebbe una quarantina gli esuberi derivanti da una riduzione dei servizi forniti dall’azienda Sicuritalia
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Complessivamente lavorano per Sicuritalia circa cinquanta addetti a Terni
Presidio dei lavoratori di Sicuritalia davanti all’ingresso dell’Ast di Terni, dopo che l’acciaieria ha annunciato, nell’ottica di una riorganizzazione dell’attività, la riduzione dei servizi in appalto alla società di vigilanza privata. A promuovere la mobilitazione sono stati i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, secondo i quali da qui alla fine del 2022 si dovrebbe arrivare “ad una quarantina di esuberi”. Durante il presidio per alcuni minuti i manifestanti hanno bloccato il traffico lungo viale Brin. “Il percorso è molto lungo e delicato-spiega Lucia Rossi, segretario generale della Filcams Cgil. Ast non intende avvalersi di tutti i servizi in capo a Sicuritalia. Abbiamo già ottenuto un incontro da parte della società, il prossimo ci sarà mercoledì». Sempre secondo Rossi “Sicuritalia sta individuando dei percorsi in cui sostiene che non ci saranno licenziamenti collettivi. Ma se questi prevedono il trasferimento fuori dal territorio di Terni, dove Sicuritalia non ha appalti – ha aggiunto -, è chiaro che qualcuno dei lavoratori deciderà in modo autonomo. È stata quindi annunciata, con le altre sigle sindacali, la richiesta di incontro al prefetto. “Insieme alla comunità – ha concluso Rossi – dovrà farsi carico di 40 persone che possono perdere il posto di lavoro e capire quali possibili soluzioni individuare”. Sono una cinquantina gli addetti di Sicuritalia che lavorano per Ast, ai quali si aggiungono 45 dipendenti diretti dell’acciaieria impiegati sempre in attività di vigilanza. Secondo quanto si apprende, il contratto di servizio tra Ast e Sicuritalia prevede la possibilità di flessibilità fino al 50%, in qualsiasi momento. Ast – che al momento rinuncerebbe a 20-25 persone – ha già concesso una proroga a Sicuritalia nella riduzione dei servizi, per permettere alla società di valutare le modalità di ricollocamento dei lavoratori.
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