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Tag: omicidio

Tentato omicidio a San Sisto: due fermati, si cercano altri due tunisini

Provvedimento di fermo nei confronti di quattro cittadini tunisini, senza fissa dimora, gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio in concorso e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. Per gli inquirenti sono loro gli autori della grave aggressione avvenuta la notte dello scorso 12 maggio scorso.

Per cause ancora al vaglio di chi indaga, hanno provocato gravissime ferite ad un tunisino 27enne.

Un’aggressione brutale che aveva destato impressione e riaperto il dibattito politico sulla sicurezza.

L’attività investigativa svolta dai militari della Sezione Operativa dei carabinieri della Compagnia di Perugia, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che hanno assistito ai fatti, ha consentito – anche attraverso la visione dei filmati e l’ascolto di testimoni – di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. La ricostruzione fattuale ha pertanto permesso all’ufficio di emettere un provvedimento d’urgenza nei confronti di quattro persone, note alle forze di polizia e senza fissa dimora.

L’emissione del fermo di indiziato di delitto si è ritenuta necessaria atteso il pericolo di fuga, essendo gli indagati senza fissa dimora e con precedenti di polizia specifici.

I militari hanno eseguito il fermo nei confronti di due dei quattro soggetti identificati quali autori dell’aggressione, mentre gli altri sono allo stato irreperibili. Per questi ultimi continueranno le ricerche sia in ambito nazionale che internazionale. Entro le quarantotto ore dal fermo gli atti verranno trasmessi al gip per la convalida.

Femminicidio – suicidio di Gaifana, “sostegno alla rete di protezione donne e centri antiviolenza per gli uomini”

“La mia azione di governo sarà’ volta a sostenere la rete di protezione delle donne per consentire un intervento tempestivo alle prime avvisaglie di violenza nell’ambito delle relazioni che vivono momenti di crisi. Ma dovrà essere anche volta ad implementare l’azione dei centri per la fuoriuscita degli uomini dalla violenza perché è necessario pensare percorsi ad hoc per chi agisce in modo violento”. E’ quanto afferma la governatrice umbra Stefania Proietti, dopo il femminicidio-suicidio di Gaifana.

Eliza Stefania Feru, operatrice del Serafico di Assisi, è la prima donna vittima di femminicidio in Italia nel 2025. Daniele Bordicchia, con cui era sposata da pochi mesi, agente di custodia, l’ha uccisa con la pistola che poi ha rivolto contro se stesso.

“La violenza di genere e in famiglia – è il commento della presidente della Regione Umbria – è uno dei più grandi problemi sociali attuali, che ci interroga tutti sulle cause – e obbliga ognuno, a partire dalle istituzioni – a fare la propria parte. Non c’è più tempo da perdere ed è sempre più urgente intensificare i momenti di riflessione e confronto sul tema della prevenzione in primis, per arginare un fenomeno doloroso e complesso che tocca in maniera trasversale tutte le fasce sociali e che, sempre più spesso, viene riconosciuto troppo tardi”.

Muratore ucciso a coltellate nella zona industriale della Paciana

Lo hanno trovato in fin di vita alcune donne delle pulizie, in un’auto all’interno di un parcheggio della zona industriale della Paciana, a Foligno. L’uomo è stato trasportato immediatamente dai soccorritori al vicino ospedale San Giovanni Battista, dove però è morto poco dopo.

E’ morto così un muratore 56enne, di nazionalità italiana e originario del Sud ma dipendente di un’azienda edile umbra, ferito a morte con alcune coltellate nel parcheggio in via Lago Maggiore.

La polizia del Commissariato di Foligno, coordinata dalla Procura di Spoleto, sta indagando sull’omicidio. Secondo i rilievi effettuati dalla Scientifica, l’uomo il muratore sarebbe stato accoltellato in strada, con diversi fendenti, e poi avrebbe cercato riparo all’interno dell’auto, che è risultata intestata al datore di lavoro, senza però riuscire a metterla in moto per recarsi da solo in ospedale.

Come hanno raccontato i colleghi, solitamente i dipendenti della ditta edile si ritrovavano la mattina per poi andare insieme nel cantiere. Gli inquirenti starebbero già cercando una persona.