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“Orvieto città aperta” risponde alle accuse del sindaco Tardani

Polemica sul futuro dell’ex caserma Piave: “non siamo speculatori, la chiusura è stata sua”

Una conferenza stampa infuocata si è tenuta giovedì 30 maggio, organizzata dall’Associazione “Orvieto Città Aperta”. Giuliano Palozzo e Giorgio Santelli, rispettivamente presidente e portavoce dell’associazione, hanno risposto duramente alle parole pronunciate dal sindaco uscente Roberta Tardani durante un incontro pubblico tra i candidati sindaci, organizzato da Confindustria Orvieto.

Nel corso del dibattito, Tardani aveva parlato del futuro dell’ex Caserma Piave, insinuando che il progetto di riqualificazione proposto dall’associazione fosse poco chiaro e potenzialmente speculativo. “Abbiamo incontrato tanti soggetti, anche speculatori,” aveva dichiarato Tardani. “C’è chi parla ancora di un progetto che sarebbe addirittura finanziato dalla Comunità Europea, ora con 100 ora con 200 milioni di euro. Ho incontrato quelle persone che lo proponevano ma quando ho chiesto di sapere chi fossero gli investitori e chi fossero gli utilizzatori finali, sono spariti”.

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L’Associazione “Orvieto Città Aperta” non ha atteso nel rispondere alle accuse, dichiarando con forza: “Non siamo speculatori e non siamo spariti. A sparire è stata certamente lei che non ha mai accettato un appuntamento con il nostro presidente, Giuliano Palozzo, e non ha mai partecipato alle iniziative di presentazione del progetto di riqualificazione dell’ex Caserma Piave, che esiste a tal punto da essere depositato e protocollato presso il Comune di Orvieto.”

Secondo l’associazione, l’atteggiamento di chiusura del sindaco Tardani ha danneggiato la città, rifiutando un progetto con solide basi progettuali, di fruizione e di investimento. “Il fondo di investimento, che fortunatamente ancora intende investire 80 milioni di euro sulla riqualificazione della ex Caserma Piave, non poteva avanzare alcuna proposta ufficiale perché lei aveva chiuso ogni possibilità di dialogo con chi, per il bene comune, si era dato da fare per dare soluzione ad una vicenda che potrebbe rappresentare una leva di sviluppo eccezionale per il nostro Comune e tutto il territorio,” ha continuato l’associazione.

“Se fosse venuta alla presentazione avrebbe avuto la possibilità di conoscere i ‘fruitori finali’ del College perché erano presenti all’iniziativa: responsabili di università italiane ed estere. Se lei avesse partecipato alla presentazione o se ci avesse ricevuti avrebbe avuto modo di conoscere tutte le persone coinvolte,” hanno ribadito Palozzo e Santelli. L’associazione sostiene che, se il sindaco avesse accettato un incontro, avrebbe compreso la fattibilità del progetto e le sue potenzialità.

Nonostante le difficoltà incontrate, “Orvieto Città Aperta” ha proseguito nel suo impegno. “Abbiamo continuato a coltivare i contatti e questo progetto è stato inserito all’interno del programma degli altri candidati a sindaco che ci hanno ricevuto e lo hanno valutato positivamente. Quindi noi ringraziamo, rigorosamente in ordine alfabetico, Stefano Biagioli, Giordano Conticelli e Roberta Palazzetti,” hanno dichiarato.

L’associazione ha anche annunciato un nuovo evento per il 13 giugno, durante il quale presenteranno nuovamente il progetto, aggiornato e meglio delineato. Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni universitarie nazionali e internazionali che utilizzeranno la parte riqualificata come Campus Universitario, oltre a una delegazione composta da economisti e responsabili del gruppo di investimento.

“Orvieto Città Aperta” ribadisce di non essere né speculatori né un comitato d’affari, ma di avere a cuore il bene della comunità. “A quel punto noi, che non siamo né speculatori né un comitato d’affari, avremo concluso il nostro compito, affidando i contatti e i rapporti che abbiamo innescato direttamente al nuovo sindaco e al nuovo Consiglio Comunale, rappresentante dei cittadini e proprietario del bene affinché possano procedere alla ipotesi realizzativa.”

La polemica sollevata dall’associazione e le sue accuse contro il sindaco uscente promettono di animare ulteriormente la campagna elettorale di Orvieto, ponendo al centro del dibattito il futuro della ex Caserma Piave e le sue potenzialità di sviluppo per il territorio.

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