Mattarella: “Il sole di Francesco possa illuminare il mondo”
“In questi tempi, segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”.
Da Assisi, nel giorno in cui per la prima volta si celebra la Festa nazionale di San Francesco, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel saluto alla Nazione, si affida al messaggio del Patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della sua morte.
“Ricordare oggi l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo – ha infatti spiegato il Capo dello Stato – vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del creato, la pace”.
“Francesco – ha detto ancora Mattarella – ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”.

Il Capo dello Stato è stato accolto ad Assisi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sindaci e i presidenti di Regione Alessandra Todde e Roberto Fico, oltre agli ambasciatori di molti Paesi.
Il momento centrale della giornata è stata la Messa solenne nella Basilica superiore di San Francesco, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante la celebrazione si è svolta la tradizionale offerta dell’olio da parte dei Comuni e delle istituzioni italiane e l’accensione della lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo.
La lampada è stata accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutte le Regioni, Province e Comuni italiani. Il gesto ha voluto rinnovare il legame tra San Francesco e l’intera comunità nazionale e richiamare l’unità del Paese attorno alla figura del Patrono d’Italia.
Zuppi: la guerra non è un destino”
Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha posto al centro il messaggio francescano della pace, sottolineando che la guerra non è un destino e che la pace non può essere costruita attraverso le armi, ma mediante il dialogo, il diritto e la capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Il cardinale ha richiamato l’immagine di Francesco che disarma il lupo di Gubbio attraverso l’incontro e la relazione, indicando nella fraternità una responsabilità concreta e attuale.

Nel Sacro Convento
Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, è intervenuto fra Marco Moroni a nome della Famiglia francescana. Il custode ha definito la presenza del presidente Mattarella “un regalo grande” per Assisi e per l’Italia, ricordando che San Francesco, pur essendo patrono d’Italia, appartiene all’intera umanità. L’offerta dell’olio e la partecipazione dei Comuni rappresentano, ha sottolineato fra Moroni, il segno di un’Italia riunita davanti alla tomba del Santo e aperta a un messaggio di fraternità universale. “Per questo – ha annunciato fra Marco Moroni – insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della Chiesa di Assisi, abbiamo lanciato la proposta di un’opera che rimanga come eredità del centenario e che l’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha fatto propria: la nascita di un hospice pediatrico, inserito nella rete regionale delle cure palliative. La proposta dell’hospice pediatrico nasce dalla volontà di tradurre concretamente i valori francescani della cura, della prossimità e dell’attenzione alla fragilità, offrendo sostegno ai bambini e alle loro famiglie nel momento più delicato della vita”.
Il dono fatto dai ragazzi del Serafico
Il dono della Regione Umbria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella porta la firma dei ragazzi del Serafico di Assisi, a cui Palazzo Donini ha affidato la realizzazione delle opere in ceramica consegnate al Capo dello Stato e ai presidenti delle Regioni italiane presenti alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.
Per Mattarella i ragazzi hanno realizzato una delle caratteristiche casette in ceramica, simbolo del Serafico, sulla quale è impressa in rilievo l’immagine di un frate; una scelta che richiama insieme l’ispirazione francescana del Serafico e il significato che la ‘Casa di Assisi’ ha per i ragazzi che lo vivono ogni giorno. Ai presidenti di Regione sono stati destinati dei Tau in ceramica, il segno a forma di croce che il Santo scelse come propria firma e che utilizzò nelle lettere e nelle benedizioni, facendone uno dei simboli più riconoscibili della spiritualità francescana.

Il Serafico, centro sociosanitario altamente specializzato nella presa in carico delle disabilità più complesse, è un’Opera nata nel 1861, espressione del carisma francescano e di una visione della persona fondata sulla dignità, sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle sue capacità. È un’identità che ancora oggi orienta il lavoro della struttura e che trova espressione anche nel modo in cui vengono costruiti i percorsi di cura e di riabilitazione. Le opere, infatti, sono state realizzate nel laboratorio di ceramica del Serafico: qui le attività espressive e manuali si integrano nei percorsi sanitari, riabilitativi ed educativi rivolti a ragazzi e giovani adulti con disabilità, con l’obiettivo di valorizzare capacità, autonomie e possibilità di espressione. La lavorazione della ceramica diventa così anche uno strumento di intervento sulle funzioni motorie e cognitive, sulla coordinazione e sull’attenzione, attraverso attività e obiettivi calibrati sulle caratteristiche di ciascuno. Il valore delle creazioni, infatti, si intreccia con quello del percorso che le ha generate: un gesto acquisito o recuperato, un’autonomia consolidata, una possibilità espressiva che trova una forma nuova.
“Affidare ai ragazzi del Serafico la realizzazione dei doni destinati al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle Regioni – dichiara la presidente della Regione Stefania Proietti – significa compiere una scelta dal valore profondamente simbolico e concreto. Attraverso queste opere, infatti, l’Umbria porta alle istituzioni il messaggio più autentico della nostra terra: quello di San Francesco, della fraternità, dell’accoglienza e della dignità inviolabile di ogni persona. Le mani, la sensibilità e le capacità dei nostri ragazzi hanno dato forma a un dono che non è soltanto rappresentativo della tradizione della ceramica umbra, ma racconta un percorso di cura, riabilitazione, crescita e partecipazione. È un gesto che rende visibile il valore delle persone con disabilità e la loro piena appartenenza alla comunità, riconoscendone talenti, espressione e possibilità. Siamo orgogliosi che, in una giornata così significativa per Assisi, per l’Umbria e per l’intero Paese, siano proprio le loro opere a parlare alle più alte istituzioni della Repubblica”.
“La scelta della Regione ha un valore che va ben oltre il dono in sé – sottolinea Francesca Di Maolo, presidente del Serafico – perché riconosce ai nostri ragazzi un ruolo diverso da quello nel quale troppo spesso siamo abituati a immaginare le persone con disabilità: non soltanto destinatari di cura e di sostegno ma persone capaci di creare, di esprimersi e di offrire il proprio contributo alla comunità. È questo cambio di prospettiva che dobbiamo continuare a costruire: che siano proprio le loro opere a rappresentare l’Umbria in una giornata così importante per Assisi e nell’anno dell’Ottocentenario di Francesco rende questo momento un atto concreto di riconoscimento del valore, della dignità e dei diritti di ogni persona con disabilità”.
Il servizio di sicurezza
Imponente il servizio di sicurezza, che ha visto impegnate le forze dell’ordine, la protezione civile, i vigili del fuoco. Per questi ultimi, hanno partecipato all’evento il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il direttore regionale dei vigili del fuoco Valter Cirillo, il comandante di Perugia Rocco Mastroianni.
Il Comando di Perugia ha predisposto per l’occasione un dispositivo straordinario di soccorso, con squadre antincendio nei pressi della Basilica e presso lo stadio dove è atterrato l’elicottero presidenziale.

(foto Regione Umbria e vigili del fuoco)