“Buono per incartare il pesce”, riflessioni su come sta cambiando l’informazione
Venerdì 20 febbraio, alle ore 18, nella Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori a Perugia, si terrà la presentazione di “Buono per incartare il pesce” (Castelvecchi), romanzo d’esordio di Willy Labor. L’incontro si aprirà con i saluti di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, e di Luca Benedetti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria. A dialogare con l’autore sarà Alessandro Campi, Ordinario di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Perugia. Modera il giornalista Giuseppe Castellini.
Il libro porta il lettore dentro il laboratorio più esposto della democrazia quotidiana: la redazione. E lo fa a partire da una frattura che ogni cronista conosce, anche quando non la nomina: la distanza tra il fatto vero e l’effetto che produce quando diventa notizia. Il protagonista, Gianni Crevatin, cronista triestino prossimo ai quarant’anni, ottiene uno scoop che lo proietta sotto i riflettori e gli cambia la traiettoria professionale. Ma quella “vittoria” apre subito il conto più salato: che cosa succede quando una notizia è verificata, però travolge persone inconsapevoli? E dove finisce il diritto di cronaca quando la notizia diventa un’arma nelle lotte di potere?
“Buono per incartare il pesce” mette a fuoco alcune problematiche chiave del giornalismo contemporaneo: la tentazione dello scoop come scorciatoia di carriera; il ruolo dell’editore e delle convenienze che spingono a “costruire” un caso; l’effetto dei titoli e della narrazione sul destino dei singoli; l’etica come terreno scivoloso, dove la verità non è mai neutra perché produce conseguenze. Sullo sfondo, Trieste e poi un viaggio in Vietnam – che costringe il protagonista a cambiare prospettiva – diventano scenari di una resa dei conti interiore: non contro il mestiere, ma contro il cinismo che può colonizzarlo.
Willy Labor è un giornalista di lungo corso. Ha collaborato con diverse testate e agenzie, ha lavorato a lungo all’Agi come capo servizio, occupandosi di economia e cronaca parlamentare, prima di approdare a Unioncamere, dove oggi è responsabile della comunicazione e dell’Ufficio stampa. Proprio questa esperienza “di redazione” si sente nelle pagine del romanzo: nei meccanismi interni, nei rapporti di forza, nel linguaggio asciutto, nella capacità di rendere credibili le scene senza trasformarle in predica.
L’appuntamento è a ingresso libero.