Contrasto alla povertà energetica, mozione approvata all’unanimità
“Contrasto alla povertà energetica e promozione di strumenti territoriali per una transizione equa”, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con voto unanime dei presenti (15) la mozione dei consiglieri regionali Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (Pd).
Con l’approvazione dell’atto, la Giunta regionale viene impegnata a “definire e attuare un piano regionale per il contrasto alla povertà energetica che integri politiche sociali, abitative ed energetiche, con particolare attenzione ai nuclei familiari più vulnerabili e alle aree interne; rafforzare le misure di sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle utenze, coordinando gli strumenti regionali con quelli nazionali e orientandoli in modo mirato ai soggetti in condizione di maggiore fragilità; promuovere la
diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili sul territorio regionale, con priorità per i piccoli comuni e i contesti socialmente fragili, garantendo condizioni di accesso effettivo anche alle famiglie a basso reddito e agli enti del terzo settore; attivare un sistema di monitoraggio regionale sulla povertà energetica che consenta di aggiornare i dati, valutare l’efficacia delle misure adottate e orientare in modo continuo le politiche pubbliche”.
Illustrando l’atto di indirizzo, Maria Grazia Proietti ha ricordato che in Umbria oltre 25 mila famiglie, pari a circa 55 mila persone, si trovano in condizione di povertà energetica, con un’incidenza del 6,5% sul totale regionale, dato inferiore alla media nazionale, ma in crescita. Le categorie più esposte sono i nuclei a basso reddito, gli anziani soli, le famiglie numerose e i lavoratori autonomi e le microimprese, che subiscono un doppio impatto tra costi domestici e costi produttivi.
Il fenomeno è aggravato dalla qualità del patrimonio abitativo, spesso caratterizzato da scarsa efficienza energetica, e dalla presenza di aree interne in cui il costo dell’energia incide in modo più significativo sui redditi.
Le Regioni possono intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, integrando politiche sociali, energetiche e abitative e orientando le risorse disponibili verso le fasce più vulnerabili.