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Tag: ambientalisti

Il Tar non “riapre” la caccia: respinta l’istanza delle associazioni venatorie

Stop definitivo alla stagione venatoria in Umbria. Il Tar ha infatti respinto l’istanza di misure cautelari monocratiche con le quali, in due distinti ricorsi, Federcaccia e le altre associazioni venatorie Libera Caccia, Cpa, Enalcaccia, Italcaccia e Anuu chiedevano di sospendere a delibera con la quale la Giunta regionale dell’Umbria aveva decretato la sospensione del prelievo ai turdidi e alla beccaccia.

Delibera che la Giunta Proietti, su proposta dell’assessore Simona Meloni e istruttoria degli uffici, aveva assunto dopo che il Consiglio di Stato aveva confermato la sospensiva già adottata dal presidente, accogliendo l’istanza delle associazioni ambientaliste. Sospensiva che però aveva perso efficacia perché era intervenuto il cambio di normativa all’art. 18 della legge 157/92 approvato con un emendamento in Finanziaria.

La trattazione collegiale sul merito della richiesta delle associazioni venatorie è fissata all’11 febbraio
2025, quindi dopo la data di conclusione (a fine mese) inizialmente prevista dal Calendario venatorio dell’Umbria per la beccaccia.

Stop caccia turdidi e beccacce, la motivazione

La Giunta regionale dell’Umbria ha deliberato “di sospendere in attuazione dell’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 163/2025, a decorrere dall’adozione del presente atto, l’attività venatoria alle seguenti specie: tordo bottaccio, cesena, tordo sassello e beccaccia; di dare ampia diffusione delle disposizioni assunte con il presente atto; di dare atto che il presente provvedimento è soggetto alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria”.

E’ quanto contenuto nella delibera votata venerdì dalla Giunta Proietti, dopo che il Consiglio di Stato aveva confermato la sospensiva a queste specie già indicata a dicembre dal presidente dello stesso tribunale amministrativo di appello, accogliendo l’istanza cautelare d’urgenza contenuta nel ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e animaliste. Sospensiva che, come la precedente, sarebbe stata superata dall’emendamento all’art. 18 della legge 157/92 contenuto nella Finanziaria, che prevede, in caso di sospensiva di un Calendario venatorio, che fino alla sentenza di merito entri in vigore quello dell’anno precedente. Che per l’Umbria indicava, per queste specie, le stesse date.

“A fronte dell’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato e tenuta in prioritaria considerazione, nella
valutazione degli interessi pubblici in gioco, la valenza ambientale della disciplina – si legge nel documento istruttorio – si ritiene di dovere dare seguito a quanto disposto con l’Ordinanza n. 163/2025, sospendendo, in attesa di ulteriori approfondimenti, l’attività venatoria alle seguenti specie: tordo bottaccio, cesena, tordo sassello e beccaccia a decorrere dall’adozione del presente atto”.

Esultano le associazioni ambientaliste e animaliste. Le associazioni venatorie, invece, si preparano ad impugnare il provvedimento al Tar, che aveva dato loro ragione nel primo grado di giudizio.